04/04/2012
Marcel Proust: La strada di Swann
I fiori che scherzavano allora sull'erba, l'acqua che passava al sole, tutto il paesaggio che circondò la loro apparizione non cessa di accompagnare il ricordo col suo volto incosciente o distratto; e, certo, quando erano contemplati a lungo da quell'umile passante, da quel fanciullo che fantasticava,... quell'angolo di natura, quel pezzetto di giardino non avrebbero pensato che in grazia sua sarebbero stati chiamati a sopravvivere nei loro più effimeri particolari; e, tuttavia quel profumo di biancospino ronzante lungo la siepe dove le rose canine lo sostituiranno presto, un rumore di passi senza eco sulla ghiaia di un viale, una bolla formata dall'acqua del fiume su una pianta acquatica e che subito scoppia, la mia esaltazione li ha tratti con sé ed è riuscita a far loro attraversare tanti anni successivi, mentre all'intorno i sentieri sono scomparsi e morto è chi li percorse e il ricordo di chi li percorse.
10:29
Scritto da: jack7371
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Gabriele D'Annunzio: Le vergini delle rocce
10:05
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03/04/2012
Charlotte Brontë: Jane Eyre
È vano dire che gli esseri umani dovrebbero accontentarsi della quiete; gli
uomini hanno bisogno dell'azione, e se non la trovano, la creano.
Milioni e milioni sono condannati a un'esistenza più monotona della
mia, e milioni si ribellano in silenzio a questa loro sorte. Nessuno sa
quante rivolte, oltre quelle politiche, fermentino nelle masse viventi che
popolano la terra.
Si suppone che le donne siano generalmente molto calme; ma le donne sentono come gli uomini e come loro hanno bisogno di
esercitare le loro facoltà, hanno bisogno d'un campo per i loro
sforzi. Soffrono esattamente come gli uomini d'essere costrette entro
limiti angusti, di condurre un'esistenza troppo monotona e stagnante;
e i loro più privilegiati compagni danno prova di ristrettezza di mente
quando affermano che le donne dovrebbero accontentarsi di cucinare e far
la calza, di suonare il pianoforte e ricamare.
È stolto condannarle o deriderle, se cercano di fare o di apprendere più di quanto leconsuetudini ritengono necessario per il loro sesso.
11:45
Scritto da: jack7371
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Kay Pollak - Nessun incontro è un caso
La prossima volta che incontrate qualcuno che irritato o furioso o magari arrogante, ironico, che trova da ridire su tutto, o che comunque ha perso la calma, allora cercate di ricordare che: una persona che si sente bene non ha mai alcun bisogno di attaccare o di mettere in ridicolo nessun altro.
Non ditelo all’altra persona tenetevelo per voi e incomincerete a vedere costui o costei in una nuova luce.
01:09
Scritto da: jack7371
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31/03/2012
Luigi Pirandello - uno, nessuno e centomila
M'ero creduto finora un uomo nella vita. Un uomo, così e basta. Nella vita. Come se in tutto mi fossi fatto da me. Ma come quel corpo non me l'ero fatto io, come non me l'ero dato io quel nome, e nella vita ero stato messo da altri senza mia volontà; così, senza mia volontà, tant'altre cose m'erano venute sopra dentro intorno, da altri; tant'altre cose m'erano state fatte, date da altri, a cui effettivamente io non avevo mai pensato, mai dato immagine, l'immagine strana, nemica, con cui mi s'attentavano adesso.
20:47
Scritto da: jack7371
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Italo Svevo: Una vita
Egli invece si sentiva incapace alla vita. Qualche cosa, che di spesso aveva inutilmente cercato di comprendere, gliela rendeva dolorosa, insopportabile. Non sapeva amare e non godere; nelle migliori circostanze aveva sofferto più che altri nelle più dolorose. L'abbandonava senza rimpianto. Era la via per divenire superiore ai sospetti e agli odii. Quella era la rinunzia ch' egli aveva sognata.
09:48
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Oriana Fallaci: Niente e così sia
Ci son tre miliardi di uomini su questa terra e ciascuno ti darà la sua definizione della vita... Ammetterai che la vita non è la stessa cosa per un indiano che nasce e che muore senza saperlo, per un americano che distribuisce la puntura, per un vietcong che assalta un carro armato con tre pallottole dentro il fucile...
09:44
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30/03/2012
Nicholas Sparks: Le parole che non ti ho detto
In un mondo che comprendo di rado, i venti del destino soffiano quando meno ce lo aspettiamo. A volte hanno la furia di un uragano, a volte sono lievi come brezze. Ma non si possono negare, perché spesso portano un futuro impossibile da ignorare. Tu, mia cara, sei il vento che non mi aspettavo, il vento che ha soffiato più forte di quanto mi potessi immaginare. Tu sei il mio destino.
10:27
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29/03/2012
Marcela Serrano - Antigua, vita mia
Una donna è la storia delle sue azioni e dei suoi pensieri, di cellule e neuroni, di ferite e di entusiasmi, di amori e disamori. Una donna è inevitabilmente la storia del suo ventre, dei semi che vi si fecondarono, o che non furono fecondati, o che smisero di esserlo, e del momento, irripetibile, in cui si trasforma in una dea. Una donna è la storia di piccolezze, banalità, incombenze quotidiane, è la somma del non detto. Una donna è sempre la storia di molti uomini. Una donna è la storia del suo paese, della sua gente. Ed è la storia delle sue radici e della sua origine, di tutte le donne che furono nutrite da altre che la precedettero affinchè lei potesse nascere: una donna è la storia del suo sangue.
Ma è anche la storia di una coscienza e delle sue lotte interiori. Una donna è la storia di un'utopia.
01:25
Scritto da: jack7371
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25/03/2012
Paulo Coelho: Undici minuti
C'era una volta un uccellino,
con ali perfette e piume lucenti, colorate e meravigliose. Insomma, un animale creato per volare in libertà nel cielo, e rallegrare chiunque lo vedesse.
Un giorno, una donna vide questo uccellino e se ne innamorò. Stupefatta, si fermò a osservarne il volo con il cuore che batteva all'impazzata, e gli occhi brillanti di emozione. Lo invitò a volare vicino a lei, e insieme vagarono attraverso i cieli e le terre in perfetta armonia. Lei ammirava, venerava, celebrava quell'uccellino.Ma poi pensò: 'E se volesse conoscere le montagne lontane?'
Ebbe paura. Paura di non provare mai più quel sentimento con altri uccellini. E provò anche invidia: invidia per la sua capacità di volare.Si sentiva sola.E allora disse: 'Preparerò una trappola. La prossima volta che arriverà, non potrà più andare via.'L'uccellino, parimenti innamorato, tornò il giorno seguente, cadde nella trappola e fu imprigionato in una gabbia.
Lei trascorreva ore a guardarlo, tutti i giorni. Era l'ogetto della sua passione e lo mostrava alle amiche, che dicevano: "Ma tu hai davvero tutto." Poi cominciò a verificarsi una strana trasformazione: visto che possedeva l'uccellino, e non aveva più bisogno di conquistarlo, lentamente perse interesse per lui. E l'uccellino, non potendo volare ed esprimere il senso della propria vita, a poco a poco deperì, la lucentezza delle sue piume svanì e divenne brutto.
La donna non gli prestava più attenzione, se non per nutrirlo e pulirgli la gabbia.Un giorno, l'uccellino morì. Lei ne fu profondamente rattristata e iniziò a pensare sempre a lui. Tuttavia non si ricordava della gabbia, rammentava soltanto il giorno in cui lo aveva visto per la prima volta, mentre volava felice fra le nuvole.
Se avesse osservato se stessa, avrebbe scoperto che ciò che l'aveva colpita in quell'uccellino era la libertà, l'energia delle sue ali in movimento, e non il suo corpo fisico.Senza l'uccellino, la sua vita perse di significato, e la Morte andò a bussarle alla porta. "Perché sei venuta?" le domandò lei."Per farti volare di nuovo insieme a lui nel cielo," rispose la Morte. "Se lo avessi lasciato partire e tornare, lo avresti amato e ammirato anche di più. Ora, invece, hai bisogno di me per poterlo rincontrare."
10:59
Scritto da: jack7371
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