20/02/2012
Dieta & sport
Capita spesso di tenersi a stecchetto a tavola senza, però, riuscire a dimagrire; anzi, a volte si ingrassa pure. Ciò è dovuto al metabolismo lento, che impedisce all'organismo di smaltire in modo efficace zuccheri, grassi e calorie introdotti con il cibo. Questo problema non può essere risolto solo con la dieta, ma occorre abbinarla al movimento.
La ricetta per dimagrire suggerita dalla scienza è un salutare mix di sport e dieta. Non è un caso se la nuova "piramide alimentare" americana si chiama "Steps for a healthier you" ovvero "passi per renderti una persona più sana".
Per sopravvivere, l'organismo tende a conservare le riserve di grasso: è il processo detto di "lipogenesi", in cui è coinvolta l'insulina, l'ormone che stipa gli zuccheri nelle cellule adipose, tenendo così sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue.
La lipogenesi è in agguato anche durante la dieta. Per dare il via ad un dimagrimento effettivo occorre creare le condizioni per avviare la "liposi", ossia il processo metabolico inverso, che porta allo smaltimento dei grassi. Per bruciare i grassi, dunque, è bene seguire una dieta povera di zucccheri, abbinandola a un'attività sportiva aerobica (prolungata).
Lo sprt infatti stimola il consumo energetico coinvolgendo anche quella parte di muscolatura che, diversamente, non sarebbe mai sollecitata. Il risultato è che l'organismo brucia più velocemente gli zuccheri e produce meno insulina.
Le discipline da preferire sono tutte quelle disponibili ma le migliori sono quelle di tipo aerobico, ossia che richiedono uno sforzo non intenso,ma prolungato nel tempo. Ideali sono alcuni sport di resistenza come corsa, ciclismo, nuoto e sci di fondo, ma anche jogging leggero, yoga, Tai chi e golf. Per i più pigri possono bastare anche trenta minuti di cyclette o step, da fare magari la sera, quando il metabolismo tende ad abbassarsi.
10:48
Scritto da: jack7371
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19/02/2012
Labbra: difendiamole dal freddo
Spesso ci dimentiachiamo quanto la pelle delle labbra sia sensibile e fragile.
Parliamo, sorridiamo, mangiamo, baciamo... il tutto con le labbra, che hanno uno strato corneo ( quello superficiale) sottilissimo, tantissimi vasi sanguigni e poche ghiandole sebacee, che non forniscono sufficiente prootezione e una corretta idratazione.
Oltre ad applicare con costanza il burrocacao (o un balsamo per le labbra) occorre scegliere rossetti che abbiano una formula ricca di elementi nutrienti come burri vegetali e olii emolienti.
La seconda regola è inserire una cura specifica all'interno della beauty routine, soprattutto la sera, dopo il demaquillage e prima di andare a dormire. L'ideale è usare un prodotto specifico, in crema o in balsamo, ma può andare bene anche la crema nutriente per il viso.
Da preferire, le formule con vitamine A ed E, dalla consistenza ricca e burrosa. Applicatele abbondantemente, quasi come un impacco, e osservate come la pelle le "beve". Questo indica il grado di disidratazione delle labbra.
Per il giorno, è indispensabile un filtro di protezione dai raggi UV (spf 10 o 15) perché i raggi solari colpiscono il nostro viso anche se il cielo è coperto. La superficie delle labbra è priva di melanina ed è perciò indifesa: la protezione è fondamentale.
11:49
Scritto da: jack7371
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08/02/2012
Prodotti confezionati: saranno ancora più sani?
Ridurre la quantità di sale, grassi e zuccheri in tutti i prodotti confezionati, dal pane ai piatti pronti: è questo l'invito lanciato dalla fondazione svizzera di cardiologia alle aziende del settore. Gli specialisti hanno chiesto di mettere a punto nuove soluzioni per fornire ai consumatori tutte le informazioni utili, favorendo così un'alimentazione attenta alla salute. Il problema riguarda in particolare i prodotti a prima vista sani che, però, possono contenere grandi quanità di sale e/o zuccheri nascosti.
14:13
Scritto da: jack7371
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16/01/2012
Contro la noia al lavoro si abusa di snack e caffè
Contro "la noia al lavoro" circa un impiegato su 4 si sfoga nel cibo spazzatura andando piu' volte al giorno alle macchinette automatiche a prendere caffe', cioccolato e snack. E' quanto emerge da un'indagine presentata alla conferenza della British Psychological Society. Su 102 intervistati 1 su 4 soffre di noia cronica in ufficio, che sfoga in snack e caffe' durante le pause e a fine giornata bevendo alcolici. Ma la noia fa male anche all'aziendaperchè causa perdita di concentrazione ed errori.
10:35
Scritto da: jack7371
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11/01/2012
Ascoltare musica diminuisce il dolore
Uno studio della University of Utah su The Journal of Pain, afferma che ascoltare musica faccia bene al corpo e alla psiche, le 7 note riducono il dolore soprattutto nelle persone ansiose.
L'esperimento ha coinvolto 143 individui sottoponendoli a piccoli stimoli dolorosi mentre ascoltavano varie melodie. Risultato: più c'è la concentrazione sulla musica, minore è il dolore percepito perché distrae l'attenzione dalla sofferenza.
12:18
Scritto da: jack7371
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26/12/2011
Tisana digestiva
Ingredienti
15 g di anice in semi,
10 g di finocchio in semi,
10 g di foglie di menta,
10 g di radice di rabarbaro,
5 gr di genziana
Preparazione
Sminuzzare, frantumare e miscelare le essenze fra di loro. Mettere un cucchiaio di miscela in una tazza di acqua bollente. Lasciare in infusione per un quarto d'ora e filtrare.
Bere due tazze al giorno lontano dai pasti.
21:39
Scritto da: jack7371
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15/12/2011
I benefici dell’olio extravergine di oliva
Un’alimentazione ricca di grassi animali (latte intero, burro, formaggi, uova, carni grasse) aumenta la quantità di colesterolo nel sangue, uno dei principali fattori di rischio delle malattie cardiovascolari. Gli oli vegetali hanno invece azione protettiva. In particolare l’olio extravergine di oliva ha, rispetto agli altri oli vegetali, maggiori effetti benefici. Non solo per le sue caratteristiche ma anche perché è l’unico prodotto con la semplice pressione e lo schiacciamento del frutto, senza ulteriori processi di natura chimico-fisica come l’utilizzo di solventi per facilitarne l’estrazione come negli oli di semi convenzionali e nell’olio di sansa.
È da precisare inoltre che le condizioni di estrazione e di purificazione degli oli d’oliva bio sono senz’altro migliori rispetto al processo di raffinazione degli oli convenzionali. Inoltre gli oli di semi (anche quelli biologici) soprattutto se destinati a certe lavorazioni (utilizzo industriale per fritture, salse, maionese) vengono deodorati e in parte decolorati con trattamenti di vapore acqueo che portano via l’odore troppo intenso ma anche alcune altre sostanze preziose. La presenza di tocoferoli (vitamina E) e polifenoli conferiscono all’olio extravergine d’oliva un ruolo importante nell’attività antiossidante e antiradicalica, limitando l’invecchiamento cellulare.
Una caratteristica che tutti possono apprezzare è sicuramente il particolare sapore che conferisce alle pietanze, aumentando l’appetibilità dei cibi e promuovendo gli stimoli secretori dell’apparato digerente così da indurre una migliore digeribilità. Gli alimenti preparati con olio extravergine d’oliva presentano una buona tolleranza gastrica ed intestinale. Infatti l’olio extravergine d’oliva protegge la mucosa ed evita gli effetti dell’ipercloridria, riducendo così i rischi di ulcere gastriche e duodenali; esercita inoltre un’azione lassativa, più efficace a digiuno, contribuisce a correggere la stipsi cronica, stimola la cistifellea. Ha inoltre effetto positivo contro la formazione di calcoli biliari, grazie all’attivazione del flusso biliare e all’aumento delle lipoproteine ad alta intensità (HDL). L’olio extravergine d’oliva è sempre stato considerato anche un medicinale, oltre che un elemento prezioso per la cosmesi e la protezione della pelle. Così i nostri nonni lo usavano per assicurare lucentezza e morbidezza ai capelli, per idratare la pelle troppo secca per il freddo, per curare le screpolature delle mani.
www.valorealimentare.it
23:55
Scritto da: jack7371
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Decotto di mela contro l'insonnia
00:52
Scritto da: jack7371
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09/12/2011
Effetti benifici dello yogurt fatto in casa
Cremoso, bianco, dolce, a basso impatto ambientale e a minor costo…molto molto più genuino e salutare di quelli comprati!
Lo yogurt pubblicizzato in televisione (questa sconosciuta…io non la posseggo) promette benefici per la flora intestinale e chi più ne ha più ne metta…tutto vero, ma prima di arrivare nel frigo del supermercato quei poveri vasetti fanno tanta di quella strada in cammion tra mari e monti che quando arrivano a destinazione i poveri fermenti probiotici sono già tramortiti se non morti!
Ecco perchè produrlo in casa propria può essere un’idea eccezionale! Lo potete rendere più o meno denso al vostro gusto, potete aromatizzarlo con succhi di frutta, miele o marmellate, ma la cosa più importante è che i fermenti sono tutti vivissimi e allegri pronti per portare i benefici nelle vostre pance!
In più evitate di inquinare con mille vasetti mono uso utilizzando un unico contenitore o più barattoli di vetro che basterà lavare e riutilizzare…
Andiamo con ordine, i benefici:
lo yogurt prima di tutto è buono e in più fa proprio bene! soprattutto se mangiato a stomaco vuoto o prima dei pasti. Avere una flora batterica intestinale sana è essenziale per il sistema immunitario e per prevenire i disturbi allo stomaco. I microbi cattivi che vogliono intaccare il vostro stomaco troveranno una vita difficile se sono presenti tanti probiotici (batteri buoni per l’organismo)….quindi le pubblicità in teoria hanno ragione…ma i batteri per essere utili devono essere vivi e vegeti cioè poter vivere a lungo nell’intestino.
Lo yogurt prodotto in casa è ricco di fermenti probiotici benefici e sono vivi allegri e contenti! Potete consumare il vostro yogurt appena fatto o tenerlo in frigo per alcuni giorni preservando tutti i benefici senza fargli fare nessun lungo viaggio. Anche perchè i batteri muoiono con gli sbalzi di temperatura e non credo che nella filiera produttore- consumatore si riesca sempre a mantenere una temperatura costante.
Per completezza vi riassumo quali sono i tipi di batteri benefici per l’organismo, così potete controllare le etichette sui vasetti:
L-acidophilus, L- Bifidus o Bifidobacterium bifidum, L-brevis, L-buchneri – L-bulgaricus, L- casei, L- cellobiosus o Lactobacillus Fermentum. L- Leichmannii, L- plantarum, L- salivarius, L-sporogenes, L-vaginalis
metodi di produzione e consigli vari:
in commercio sono vendute diverse yogurtiere elettriche. Queste si differenziano solamente per capienza (da 8 a 12 vasetti) o per il timer (se non lo possiede sarete voi che manualmente staccherete la spina) ma il principio è sempre il medesimo.
Partendo da un vasetto di yogurt bianco intero (acquistato o da voi precedentemente prodotto) si riprodurrà lo yogurt solamente aggiungendo del latte e tenendo il tutto ad una temperatura calduccia… circa 37°C. Questa è la temperatura ideale per la riproduzione dei fermenti che trovando un piacevole terreno si moltiplicheranno.
È possibile far partire lo yogurt anche con le bustine di fermenti liofilizzati che si trovano o in farmacia o nei negozi di alimentazione naturale (personalmente trovo che il gusto degli yogurt poi non sia così buono..)
È possibile anche produrre lo yogurt senza yogurtiera ad esempio mettendo in una bottiglia da un litro il latte e alcuni cucchiai di yogurt, mescolare e lasciare per circa 8 ore la bottiglia tappata inserita in un calzettone di lana vicino alla stufa. Se lo mettete la sera, al mattino troverete un bel litro di yogurt pronto da gustare.
Più tempo lo lasciate (circa 12 ore) più il gusto sarà acido meno lo lasciate (circa 8 ore) più il gusto sarà dolce e simile al latte.
Se userete il latte intero lo yogurt risulterà più denso, se lo desiderate più fluido e magro basterà utilizzare il latte parzialmente o interamente scremato.
È meglio utilizzare il latte UHT così si riprodurranno solo i batteri “buoni” e non quelli “cattivi” poichè il latte è stato pastorizzato. Se usate il latte fresco o crudo è importante sterilizzarlo sul fuoco (bollirlo).
Poichè i fermenti non amano gli sbalzi di temperatura cercate di tenere la yogurtiera in un posto senza correnti d’aria.
Se volete dolcificarlo potete aggiungere un po di sciroppo d’acero al latte oppure potete aromatizzarlo con lo sciroppo alla menta…vi verrà uno yogurt verde! divertirà molto i vostri bimbi!
14:06
Scritto da: jack7371
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30/11/2011
Benefici della pasta
Nata anche per diffondere nel mondo una corretta informazione nutrizionale su un prodotto che può essere a pieno titolo definito “globale”, l’IPO con questi “punti fermi” riprende conoscenze e acquisizioni scientifiche condivise un po’ in tutto il mondo, ribadendo i benefici di questo alimento, e più in generale della dieta mediterranea, per il nostro organismo.
Cento grammi di pasta di semola di grano duro forniscono un apporto energetico contenuto, pari a circa 360 kcal, di cui circa il 72 per cento sotto forma di carboidrati complessi, il 12 per cento come proteine ed un contenuto in grassi quasi trascurabile. Se consumata con un condimento semplice (pomodoro, ortaggi e formaggio grattugiato) e un filo di olio extravergine di oliva, una porzione di 80 g di pasta asciutta non fornisce più di 400 kcal. Anche nelle sue ricette più ricche e gustose, poi, difficilmente supera le 550-600 kcal per porzione, quindi si adatta perfettamente, magari come piatto unico, alle esigenze nutrizionali tipiche della moderna e sana alimentazione. Rappresenta perciò l'alimento ideale prima di un’attività fisica di qualsiasi tipo: mentale o muscolare.
La pasta ha anche un ottimo potere saziante e dà quella sferzata di energia indispensabile per le attività di ogni giorno. La pasta è preziosa per i suoi ingredienti base; tra questi la fibra e i carboidrati. L’amido, in particolare, è un carboidrato complesso che, una volta digerito, viene assorbito come zucchero semplice (glucosio) e inviato alle cellule. Tale procedimento richiede molto tempo ed è per questo che la pasta sopisce la fame a lungo.
Nelle abitudini alimentari mediterranee, la pasta è la principale fonte di carboidrati complessi, che come sappiamo sono, per tutte le cellule, il migliore carburante da bruciare per ottenere energia in quanto richiede meno ossigeno rispetto ai grassi. Quando lo sforzo si fa più intenso, il nostro organismo trova nei carboidrati la fonte energetica pronta per l’uso, soprattutto quando l’ossigeno scarseggia (ad esempio in una condizione di stress). Per questo il consumo di un piatto di pasta diventa un indispensabile alleato per chiunque svolga non solo attività mentale ma anche attività fisica, in particolare per i giovani che studiano e per gli sportivi.
Indipendentemente dal contenuto di fibra la pasta ha un basso indice glicemico (41), cioè la scissione dell’amido porta ad una variazione della quantità di glucosio nel sangue, più contenuta e costante nel tempo rispetto a quella che si osserva dopo l’ingestione di pane che contenga una uguale quantità di carboidrati.
E ancora, la pasta è ricca di vitamine del gruppo B, di ferro e contiene di per sé poco sodio e non contiene colesterolo. Inoltre, chi consuma regolarmente la pasta ha un livello più basso di trigliceridi nel sangue (- 19%, in media) rispetto a chi trascura questo alimento preferendone altri. La bassa percentuale di trigliceridi nel sangue è sinonimo di prevenzione per i rischi di patologie alle arterie e alle coronarie e i disturbi cardiaci.
Con la pasta migliora il metabolismo e anche l’umore: come tutti gli alimenti che contengono amidi, infatti, anche la pasta grazie alla fibra dà un maggiore senso di sazietà. Inoltre il consumo preferenziale dei carboidrati può migliorare l’umore delle persone, in quanto il glucosio che si libera dall’amido della pasta favorisce la sintesi a livello cerebrale della serotonina, l’ormone della gioia.
Recenti studi presso prestigiose università italiane e americane hanno dimostrato che chi si alimenta regolarmente seguendo i principi della dieta mediterranea (in cui la pasta ha un ruolo fondamentale) corre un minor rischio di contrarre l’Alzheimer rispetto a chi mangia pochi carboidrati. Non dobbiamo nemmeno dimenticarci che la pasta abbinata ai legumi costituisce il “piatto unico” per antonomasia, ove le proteine dei cereali si completano con quelle delle leguminose per arrivare ad un valore biologico paragonabile agli alimenti di origine animale.
La pasta come simbolo della dieta mediterranea è sinonimo di salute e prevenzione. Nella dieta mediterranea viene consigliato che, nell’ambito dell’apporto energetico totale giornaliero, il 55-60 per cento provenga dai carboidrati, energia pulita che non sottopone i reni ed il fegato ad un superlavoro. Chi mangia regolarmente la pasta, infine, si garantisce anche un plus del 6 per cento di fibra rispetto a chi non consuma questo alimento. E una dieta ricca di fibra contribuisce a ridurre i rischi di alcune forme tumorali e i disturbi cardiovascolari.
www.spaziodonna.com
17:39
Scritto da: jack7371
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