05/04/2012

Con il Dna dei pesci si capisce la nascita di nuove specie

Secondo una ricerca  dell' Università di Stanford pubblicata su "Nature" si possono  osservare i meccanismi che controllano la nascita di nuove specie con l'analisi del Dna dei pesci.

Analizzando il Dna di 21 coppie di pesci spinarelli i ricercatori hanno notato che la nascita di una nuova specie avviene solo quando la mutazione avviene in porzioni molto grandi del Dna,  al punto che i pesci non possono più riprodursi fra di loro. (Fonte Ansa)

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04/04/2012

Gli uomini protetti dalla depressione grazie al Testosterone

Forse non e' un caso che la depressione colpisca le donne in percentuale doppia rispetto ai maschi: l'ormone maschile, il testosterone, sembra funzionare come antidepressivo. La scoperta della Florida State University, e' pubblicata su Biological Psychiatry. I ricercatori hanno osservato che topi castrati di laboratorio presentano sintomi di depressione e ansia ma, somministrando testosterone, questi sintomi svaniscono. Di qui l'idea di terapie mirate a nuovi bersagli farmacologici. (Fonte Ansa)

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Occhiali 3D: ultima frontiera per dimagrire

L'ultima idea dei ricercatori dell'Università di Tokyo è cercare di far dimagrire le persone con l'aiuto di occhiali in 3D che ingrandiscono il cibo che ci apprestiamo a mangiare. In questo modo verrebbe aumentato il senso di sazietà e di conseguenza la perdita di peso. Il dipartimento, come spiega l'ingegnere Hirose  ''si concentra sulla costruzione di quelle che siamo soliti chiamare 'interfacce cibernetiche' di alto livello che uniscono esseri umani e computer''.  Gli occhiali sono collegati a una telecamera e possono accrescere l'oggetto al massimo di 1,5 volte o, al contrario, anche di ridurlo di un terzo: le immagini sono elaborate in tempo reale dal computer e poi 'trasmesse' sulle lenti in quella che diventa una realta' virtuale. I test effettuati su 12 uomini e donne hanno fatto emergere che l'ingrandimento fino a 1,5 volte ha fatto diminuire la quantita' di biscotti mangiati del 9,3% rispetto alla media del raggiungimento dello stato di sazieta'. (Fonte Ansa)

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03/04/2012

Scoperto come fa lo stress ad indebolire l'organismo

Secondo uno studio su Pnas, della Carnegie Mellon University,  piu' e' intenso lo stress vissuto da un soggetto piu' sono forti i processi infiammatori che si scatenano nel suo organismo. La ricerca ha coinvolto 355 persone raffreddate rivelando che gli stressati hanno forti e incontrollati processi infiammatori. (Fonte Ansa)

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Il fegato grasso: una malattia silenziosa

Il lavoro del fegato all'interno del nostro organismo è veramente fondamentale. Genera le proteine essenziali per trasportare i nutrienti verso le cellule, filtra le tossine che ingeriamo e produce sostanze, tra le quali la bile, che ci aiuta a digerire gli alimenti.

Ma se lavora troppo o male potrebbe portare alla comparsa di malattie epatiche: una di esse, che ha avuto un maggiore incremento negli ultimi dieci anni, è il sosiddetto "fegato grasso " o "steatosi epatica".

Sono le donne, con circa il 70% dei casi, a soffrire di più di questo disturbo. La steatosi epatica è dovuta ad un accumulo di acidi grassi e trigliceridi nelle cellule epatiche ed è sicuramente collegata all'obesità, all'ipercolesterolemia e al diabete.

I suoi sintomi non sono molto definibili ed infatti a volte può risultare complicato diagnosticarla: si può manifestare con un malessere generale, una leggera pressione nell'area superiore dell'addome o senso di pesantezza dopo i pasti.

Per prevenire la steatosi epatica è fondamentale migliorare lo stile di vita a tavola.

Evitare di ingerire troppi zuccheri, alcol e prodotti a base di latte intero. Scegliere proteine di origine vegetale.

Consumare spesso il pesce azzurro, che aiuta a combattere il colesterolo.

Introdurre più fibre nella dieta e scegliere tecnice di cottura molto sane: cottura al forno, al vapore o alla griglia.

Se compaiono i sintomi sopra descritti occorre comunque rivolgersi al medico, che saprà consigliare i migliori esami diagnostici da effettuare.

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02/04/2012

Scoperto l'interruttore che accende o spegne le infiammazioni

Il sistema immunitario ha un interruttore che si accendende o si spegne e quindi  puo' provocare o combattere le infiammazioni. La scoperta, pubblicata su Nature, e' di Federica Sallusto, dell'Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona ed e' stata confermata grazie alla collaborazione con l'Istituto Gaslini di Genova.

Il risultato e' la conseguenza di un nuovo modo di studiare la risposta immunitaria nell'uomo, in grado di fornire un maggior numero di informazioni perche' molto piu' preciso. (Fonte Ansa)

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Tumori maligni: in arrivo nuovo test per scoprirli in tempo

Il nuovo test è stato effettuato dal Weill Cornell Medical College di New York e consiste nel tenere sotto controllo una molecola presente in tutti i tessuti dell'organismo, correlata a processi coinvolti nello sviluppo dei tumori.

In tal modo si garantiscono diagnosi più accurate e mirate.

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31/03/2012

Dall'avocado un aiuto agli antibiotici

È stato scoperto da un ricercatore danese, Jes Gitz Holler, un rimedio naturale che sembra possa aumentare l'effetto degli antibiotici.

Il composto è ricavato dalle foglie di avocado cileno (un frutto molto ricco di antiossidanti che i Mapuche usano per curare principalmente le infezioni) che contiene una sostanza che fa in modo che rimanga aperto un varco nella ferita in modo che la medicina possa agire, distruggendo il parassita.

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Il Dna dei girasoli di Van Gogh è stato decifrato

Decifrati i geni dei ''girasoli di Van Gogh'':  è stata infatti ricostruita la base genetica dei famosi fiori dipinti dal pittore olandese.

Gli scienziati della Georgia University diretti da John Burke hanno identificato i geni che danno forma al girasole piu' famoso (e anche molto richiesto commercialmente), quello con una doppia corona di ''petali'' (non sono petali in realta', ma a loro volta fiori) e un disco centrale piccolo, il girasole protagonista dei dipinti del grande genio post-impressionista.

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30/03/2012

Trapianti: mamma dona al figlio prima midollo poi un rene

Una mamma di Perugia, di 55 anni, ha salvato  la vita al figlio per ben due volte: la prima volta gli ha donato  il midollo osseo e la seconda un  rene. Il trapianto è stato eseguito  alle Molinette di Torino.  Nel 2003 il figlio, oggi 29 anni, per una grave forma di leucemia acuta linfoblastica aveva avuto bisogno del midollo.
Le complicazioni urologiche della chemioterapia avevano compromesso i reni rendendo necessaria la dialisi e la madre non ha avuto timori ad aiutarlo di nuovo.

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